Rojava Resiste
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Canale di informazione sul Vicino e Medio Oriente e solidarietà con la rivoluzione confederale in Siria del Nord
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📌 Sabato 12/02
h 14.00 Largo Cairoli a Milano
h 14.30 piazza dell'Esquilino a Roma
🗣 Due manifestazioni per la liberazione di Abdullah #Öcalan, leader del #PKK e del movimento di liberazione curdo, per la liberazione di tutte le migliaia di prigioniere e prigionieri del movimento confederale (curdo, turco, armeno, ezida, arabo e non solo) in #Iran, #Iraq, #Siria e #Turchia.

🏴🇹🇷 Contro il regime di #Erdogan e il sostegno turco a #Daesh e alla galassia jihadista. I bombardamenti turchi delle scorse settimane contro il #Rojava e sui campi dell'autogoverno curdo in Iraq hanno come obiettivo stroncare la rivoluzione e gli sforzi di fronteggiare l'embargo e la pandemia delle Amministrazioni autonome.

✌️Scendere in piazza sabato per farla finita con gli accordi UE-Ankara e sostenere le esperienze rivoluzionarie che si stanno realizzando al prezzo di 40 anni di resistenza in Turchia e Iraq, 11 di guerra civile in Siria, oltre 10mila caduti nella guerra di liberazione contro ISIS.
📢 **CONFERENZA DEL MOVIMENTO DELLE DONNE QUESTO WEEKEND A MILANO**

📅 Sabato 12 e domenica 13 si terrà a RiMake una conferenza organizzata da Rete Jin, collettivo politico del movimento curdo.

🌸 La conferenza, intitolata "La rivoluzione delle donne. Dai nostri quartieri all'internazionalismo" è aperta a donne e identità di genere non egemoniche. Ci saranno ospiti internazionali, seminari e assemblee.

📣 Le partecipanti si uniranno anche alla manifestazione di sabato pomeriggio per la liberazione di Abdullah Öcalan.

Chiunque volesse partecipare può prenotare scrivendo a jinretemi@gmail.com (i posti sono limitati causa covid).
🌹 18 marzo: 3 anni fa cadeva il compagno Lorenzo "Orso" Orsetti
Era l'ultima battaglia della guerra di Liberazione contro Daesh, dopo ne sarebbero venute altre. Ti ricordiamo come avresti voluto: non unico, ma parte dellə 11 mila martiri cadutə nelle milizie guerrigliere e nelle strutture civili della rivoluzione sociale per il confederalismo democratico in Siria del Nord-Est, goccia di quel movimento di uomini e donne che prosegue la resistenza contro lo Stato turco oppressore in Siria, così come nel Kurdistan turco e in Iraq. Per difendere e consegnare una società di libere ed eguali, che nonostante l'assedio esterno e la minaccia rappresentata dalle cellule jihadiste all'interno, nell'isolamento di una comunità internazionale dalla memoria troppo corta, non rinuncia al processo rivoluzionario iniziato ormai quasi 10 anni fa.
Sehid namrin. I martiri non muoiono mai.

Io vado, madre
Se non torno
Sarò fiore di questa montagna
Frammento di terra per un mondo
Più grande di questo
(Poesia curda della resistenza)
#Turchia e #KRG attaccano #Rojava e zone autonome nel Nord #Iraq
Lo scorso15 aprile, #Erdogan e #Barzani (capo di Stato autoritario e conservatore del KRG- Governo regionale del Kurdistan iracheno) hanno riaffermato la cooperazione bilaterale «per promuovere stabilità e sicurezza»: il che si è tradotto in una nuova operazione militare contro il #Pkk e le esperienze di autonomia e confederalismo democratico nel nord-Iraq e in Rojava.

L’ultima volta appena due mesi e mezzo fa: i primi di febbraio (a pochi giorni dalla fine del tentato assalto di #Daesh/ISIS alla prigione di Hasakah, nella Siria del nord-est), con l'operazione «Aquila d’inverno» la Turchia aveva colpito in contemporanea #Makhmour (cuore, con la montagna di #Qandil, del confederalismo democratico nel nord Iraq), Rojava e la zona autonoma yezida di #Shengal: ore di bombambardamenti su villaggi e un campo profughi e quasi 30 morti tra forze di autodifesa e civili.

Ieri l'esercito iracheno ha attaccato diversi villaggi nel distretto di Shengal amministrato dall'autogoverno yezida (dopo il genocidio commesso da Daesh e permesso dai peshmerga del clan Barzani nell'agosto 2014 e la liberazione a opera del Pkk e delle milizie yezide YBS formatesi nella guerra rivoluzionaria in Rojava), nel tentativo fallito di assumerne il controllo. Nel mentre l’esercito turco ha colpito cinque villaggi del distretto di Zarghan, mentre i combattenti delle Hpg (le Forze di difesa del Popolo, braccio armato del movimento curdo) hanno ucciso 32 soldati turchi e danneggiato diversi velivoli militari.

Una nuova offensiva militare parallela in Iraq e Siria da parte di Erdogan, che sta approfittando dell’immagine di mediatore nella crisi ucraina e che ha potuto agire anche grazie al via libera concesso stavolta da #Putin. Nelle ultime settimane infatti la Russia ha annunciato una operazione congiunta con l'esercito di #Assad e Ankara nelle zone di #Derbesiye #Amude e #Qamishlo qualora le Forze democratiche siriane del Rojava non lasceranno il controllo militare delle zone alle truppe di Damasco.
📣 L'appello del Consiglio esecutivo del Congresso nazionale del Kurdistan per fermare la nuova aggressione armata della Turchia in Siria del Nord-Est e Iraq del Nord 👉 http://uikionlus.org/rompiamo-il-silenzio-sullinvasione-turca-del-kurdistan-meridionale/

Mentre il presidente turco Recep Tayyip #Erdogan sta cercando di svolgere il ruolo di mediatore nella guerra in Ucraina e di presentarsi come un pacificatore, ha lanciato una rinnovata offensiva militare su larga scala contro il Kurdistan meridionale (Iraq settentrionale), un’altra campagna non provocata dalle forze armate turche per invadere, spopolare e occupare più aree.
[...]
Dobbiamo rompere il silenzio sull’invasione turca del Kurdistan meridionale (nord Iraq) e agire!

• Chiediamo a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, la NATO, l’UE, il Consiglio d’Europa e la Lega araba, di intraprendere un’azione urgente contro questa violazione del diritto internazionale, di condannare inequivocabilmente questo crimine di aggressione e di chiedere che la Turchia ritiri le sue truppe dal Kurdistan meridionale

• Chiediamo ai partiti politici, alle organizzazioni per i diritti umani, alle organizzazioni per la pace, ai sindacalisti e agli attivisti di opporsi a questa aggressione e occupazione turche

Consiglio esecutivo del Congresso nazionale del Kurdistan
🇮🇶 #Iraq: nuovo attacco agli #ezidi di #Şengal
❗️Dopo gli attacchi armati della scorsa settimana, i militari iracheni stanno circondando le postazioni delle forze di autodifesa ezide in diversi villaggi del distretto e ha chiuso tutte le vie di comunicazione. Inoltre si sono verificate esplosioni nella città di Şengal, riportano diverse fonti.

🇹🇷 L'iniziativa militare irachena sta avvenendo parallelamente all'attacco turco alle aree controllate dal #PKK nel #Kurdistan meridionale (nord Iraq) e agli attacchi permanenti al #Rojava (la scorsa settimana l'attacco di un drone turco a #Kobane ha causato la morte di 3 combattenti #YPJ, mentre un successivo bombardamento diversi feriti civili e danneggiamenti). L'obiettivo - condiviso tra Turchia, Iraq e Regione autonoma curda controllata dal clan Barzani - sembra essere interrompere il collegamento tra le zone di difesa di Şengal, Rojava e Medya.

🚨Lo scorso 20 aprile la giornalista tedesca Marlene Förster e il collega sloveno Matej Kavčič sono stati arrestati con l'accusa di "sostegno al terrorismo" dalle autorità di Baghdad mentre stavano indagando sulla situazione nella regione ezida e sono attualmente detenuti dai servizi segreti iracheni.

#HandsoffShengal
#Breaking: l'esercito iracheno ha iniziato un attacco su larga scala per invadere la regione autonoma ezida di #Şengal.
Nella zona sono in corso pesanti combattimenti, nei villaggi e nelle basi sul monte Sinjar. Le forze armate di Baghdad stanno attaccando con carri armati, artiglieria e armi pesanti. I co-presidenti del Partito per la libertà e la democrazia Yezidi (PAD, formazione sorella del PYD curdo-siriano) ha dichiarato resistenza a oltranza e invitato le forze rivoluzionarie a difendere l'Amministrazione autonoma ezida.
Turchia, Iraq, NATO e Siria: la guerra sporca di Erdogan
🇹🇷 Proseguono le aggressioni militari turche sul #Rojava e sulle montagne del #Bashur (#Kurdistan iracheno) contro il #PKK, parallelamente alla nuova offensiva diplomatica in campo #NATO dove #Erdogan cerca di sfruttare la richiesta di Svezia e Finlandia di ingresso nell'Alleanza Atlantica per ottenere l'inserimento del Partito dei lavoratori del Kurdistan nella lista delle organizzazioni terroristiche da parte dei due Paesi scandinavi (che ospitano un alto numero di rifugiati curdi), in cambio del ritiro del veto.

🌹 La politica e attivista curda Aysel Dogan è deceduta in esilio in Germania. Il funerale avrebbe dovuto svolgersi sabato a Dersim, in Bakur, ma la polizia turca ha attaccato la folla che accompagnava il corteo funebre per Aysel con lacrimogeni ed idranti, sequestrando in seguito la bara e la salma.

🇺🇸 Il Dipartimento del Tesoro USA ha annunciato il ritiro delle sanzioni per le aree del Nord-Est della #Siria liberate da #ISIS e non sotto controllo di #Damasco: la decisione apre alla possibilità per l'Amministrazione autonoma rivoluzionaria di ricevere sostegno economico dall'estero per l'implementazione di servizi essenziali e di acquistare beni e materiali fuori dal paese, esclusa l'area di Shehba popolata da rifugiati interni fuggiti da #Afrin, che rimane sotto blocco economico. Le sanzioni sono state tolte anche alle aree occupate dalla Turchia di Serekanîyê e Gire Spî, mentre restano sotto embargo l'enclave anti-Assad di Idlib e la città occupata di Afrin.

🔄 Erdogan ha annunciato l'inizio delle deportazioni per i rifugiati siriani, i primi gruppi sono stati già inviati nelle aree del Rojava di Serekanîyê, Gire Spî ed Afrin, tutte occupate dall'esercito Turco in collaborazione con milizie jihadiste locali. Il piano, preannunciato già nel 2019 in sede ONU, risponde alle richieste della parte più xenofoba e nazionalista dell'opinione pubblica turca e mira a separare demograficamente i curdi del Bakur da quelli siriani. Per questi ultimi, si tratta della continuazione di una antica storia iniziata sotto il regime arabista degli #Assad che tra il 1965 e '75 deportarono oltre 30mila abitanti curdi per sostituirli con popolazioni arabofone.
🌺Sabato 28 maggio a Piano Terra (Via Confalonieri 3, Milano) vi invitiamo alla presentazione di "JIN JIYAN AZADI - La rivoluzione delle donne in Kurdistan".
🌹Interverrà la compagna Delal del comitato spagnolo di Jineoloji, ossia la struttura che si è occupata della ricerca e della stesura di questo testo.
🔥A seguire aperitivo di autofinanziamento

🌺Domenica 29 alle 21 invece vi attendiamo sempre a Piano Terra per la visione di "Bakur", documentario di Çayan Demirel ed Ertuğrul Mavioğlu.

🌹🔥Vi aspettiamo numerose*!
🗣 Oggi a Roma h16 Piazza della Repubblica: manifestazione nazionale ROMPIAMO IL SILENZIO - FERMIAMO LA GUERRA!

⚔️Il 17 aprile lo Stato turco ha lanciato una nuova campagna militare volta ad occupare nuove aree del Kurdistan meridionale, mentre prosegue i suoi attacchi in Rojava e a Sengal.

🔍Il presidente fascista turco Erdogan ha dato l’ordine per questo attacco poiché presume che l'attenzione della comunità internazionale sia completamente concentrata sulla guerra in Ucraina. Vuole quindi trarre vantaggio dalla situazione attuale e portare a termine l'ennesimo attacco contro il popolo curdo. Questa guerra di occupazione
mostra ancora una volta che Erdogan sta cercando di manipolare la comunità internazionale affermando che sta lavorando per raggiungere la pace e la stabilità in Ucraina.

⛰️Parallelamente all'invasione turca l'esercito iracheno sta attaccando gli ezidi sopravvissuti nel 2014 al genocidio dello Stato Islamico per smantellare la loro amministrazione autonoma, un sistema organizzativo sviluppato per dare alla gente la possibilità di non dover lasciare la propria patria e di essere in grado di difendersi, Tutto ciò avviene con la complicità del partito di Barzani il KDP
ed il governo centrale iracheno di Mustafa al-Kadhimi.

Inoltre, Erdogan ha appena annunciato l'inizio di una nuova invasione in Rojava volta ad occupare 30km lungo tutto il confine, per completare finalmente il progetto della "cintura araba" e massacrare e scacciare i curdi da tutte le città sul confine come Qamislo, Derik, Amuda e Kobane.

🇹🇷Attraverso la guerra la Turchia sta cercando di imporre il suo predominio politico e militare fino a Mosul e Kirkuk, e punta a raggiungere i confini del Patto Nazionale ("Misak-ı Milli" ratificato nell'ultimo parlamento ottomano), il sogno di un secolo.
Dobbiamo rompere il silenzio sull’invasione turca del Kurdistan meridionale e agire!

• Chiediamo a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, la NATO, l’UE, il Consiglio d’Europa e la Lega araba, di intraprendere un’azione urgente contro questa violazione del diritto internazionale, di condannare inequivocabilmente questo crimine di aggressione e di chiedere che la Turchia ritiri le sue truppe dal Kurdistan meridionale

• Chiediamo ai partiti politici, alle organizzazioni per i diritti umani, alle organizzazioni per la pace, ai sindacalisti
e agli attivisti di opporsi a questa aggressione della Turchia.
Crisi turca, tra nuove operazioni di guerra in Siria e il ricatto scandinavo.
Il governo dell'#AKP in #Turchia è ai minimi storici di consenso, davanti una crisi economica e politica che non si vedeva da 21 anni a questa parte (proprio quando finì il kemalismo e iniziò l'era di #Erdogan). Il presidente-sultano ha annunciato lo scorso 1 giugno una nuova operazione militare in Siria, che andrà a colpire Tel Rifaat e Manbij per "ripulirle dai terroristi". Due snodi essenziali che, se dovessero cadere, spezzerebbero di fatto l'unità territoriale del #Rojava e isolerebbero #Kobane. Le Forze democratiche siriane e le milizie popolari sono in allerta generale.

🇮🇶 Nel mentre prosegue l'occupazione militare de facto del nord Iraq da parte di #Ankara (permessa dal Governo regionale del #Kurdistan iracheno), sulle cui operazioni la Commissione Difesa e Sicurezza del Parlamento iracheno ha (finalmente) aperto un'indagine.

🇹🇷 Nell'ultima settimana in tutta Europa si sono svolte manifestazioni a sostegno della resistenza curda e del Rojava. A Roma al corteo è stato impedito a lungo di partire da parte della questura per la "presenza di bandiere del #PKK". Molti ambasciatori, in ultimo anche quello italiano, sono stati convocati dal ministro degli Esteri turco per protesta formale per non aver impedito e sciolto "iniziative pubbliche a favore di organizzazioni terroristiche".

🇸🇪 Nel frattempo il balletto attorno alla richiesta di ammissione di #Svezia e #Finlandia alla #NATO prosegue: l'ambasciatore turco in Svezia ha chiesto l'estradizione di Amineh #Kakabaveh, deputata svedese di origine curda e in passato militante del gruppo marxista-leninista Komala nel #Rojhilat (Kurdistan iraniano). Nonostante abbia poi ritrattato la sua richiesta, il caso ha creato scalpore: Amineh è curda-iraniana e non ha mai fatto parte del PKK.

🗣 Attorno al ricatto in cui si sono infilati da soli i governi di Stoccolma e Helskinki ruotano i destini di migliaia di persone - che ora temono persino di scendere in piazza a manifestare. Lo ha detto bene proprio Kakabaveh, il cui voto in parlamento è vitale per la sopravvivenza dell'esecutivo svedese. La sua scelta dipenderà dalla posizione che la premier deciderà di assumere nei confronti delle richieste avanzate dalla Turchia contro la comunità curda presente nel paese.
🇸🇪 Il tradimento della Svezia e il fallimento dell'Occidente
🏴 Triste il giorno in cui un Paese rinuncia alla propria dignità, cedendo all'isteria, e alla sovranità, lasciando che il segretario di una alleanza militare complice di colpi di Stato e strategie terroriste (l'Italia ne dovrebbe sapere qualcosa: vi ricordate piazza Fontana?) parli al posto del capo di governo.

🗣 "Al summit di Madrid ci sarà una sessione speciale sul terrorismo. La Svezia ha intrapreso misure pratiche per rispondere alle legittime preoccupazioni della Turchia, compresa una nuova legislazione sul terrorismo, nuove indagini di polizia sul PKK e sta considerando le richieste di estradizione presentate da Ankara. Ora stiamo lavorando ad un accordo tripartito tra Svezia, Finlandia e Turchia sui temi della sicurezza, del terrorismo e dell'export delle armi". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa con la premier svedese Magdalena Andersson.

Sono quasi 85mila i curdi presenti in Svezia (16mila nella vicina Finlandia), molti dei quali rischiano ora l'estradizione: il che significa, nel migliore dei casi, la galera a vita a regime carcerario duro. Nel peggiore torture e assassinio politico. Tanto per capirci: è come se negli anni '70 i paesi europei avessero estradato i profughi cileni, argentini e delle dittature latinoamericane, consegnandoli ai campi di concentramento e ai plotoni d'esecuzione.

Non solo: l'accordo con Erdogan, il principale alleato dello Stato Islamico e dell'insorgenza jihadista, prelude a un possibile via libera a una nuova invasione militare della Siria del Nordest e al beneplacito sulla occupazione de facto del Nord Iraq. Mentre i diritti dei migranti tenuti nei lager finanziati con fondi UE sono sistematicamente violati e le libertà civili annegano nella repressione di un regime in crisi di consensi e terrorizzato dal rischio di una rivolta popolare.

📣 Non accettiamo che la guerra in Ucraina venga usata per coprire altre nefandezze e ingiustizie:
* protestiamo sotto le rappresentanze diplomatiche svedesi e finlandesi
* assediamo le sedi diplomatiche turche e di chi fa affari con la Turchia di Erdogan
* pretendiamo che l'Italia tolga il PKK dalla lista delle organizzazioni terroristiche e conceda asilo politico a tutti i curdi e turchi perseguitati da Erdogan
* togliamo la Turchia, la Libia e l'Egitto dalla lista dei "paesi terzi sicuri"
Il comunicato del Congresso nazionale del Kurdistan (organismo di coordinamento tra le organizzazioni politiche della diaspora curda, affiliata alla sinistra del movimento di liberazione) in merito al tradimento di Svezia e Finlandia - e, possiamo aggiungere, del resto dell'Europa che d'altronde non è una novità.

Mentre scriviamo, Ankara ha consegnato una lista fatta propria dalla NATO di 73 richieste di estradizione, di cui 3/4 già inviati da Stoccolma a torturatori e aguzzini in Turchia.
L'epilogo della repressione contro l'HDP e la legittimazione internazionale dell'autoritarismo turco
Si sta svolgendo in questi giorni il congresso del Partito Democratico dei Popoli (Hdp) e potrebbe essere l'ultimo: dopo le incarcerazioni di leader e militanti (oltre 4mila si trovano attualmente in prigione, oltre a 40 deputati e i co-presidenti Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag) sul principale partito di opposizione al governo AKP-MHP di Erdogan pende una decisione della Corte costituzionale che a breve potrebbe decidere la sua definitiva messa al bando.

Non è la prima volta nella storia politica delle organizzazioni politiche e sindacale filo-curde in Turchia: dal 1991 in avanti, sono stati circa 6 i partiti costruiti dalle forze politiche curde per estendere la lotta di liberazione e democratizzazione del Paese anche all'ambito della rappresentanza e delle Istituzioni. Puntualmente repressi e dichiarati illegali, quasi sempre con l'accusa di essere "fiancheggiatori di terroristi" (leggi: PKK).

Ora, la repressione sistematica che dal 2015 (anno non solo della vittoria di Kobane, ma anche della proclamazione dell'autonomia democratica in molte città curdo-turche e del successo elettorale dell'HDP) può giungere alla definitiva messa fuorilegge del partito e delle sue organizzazioni collegate, forte anche del memorandum d’intesa tra il governo turco e quelli di Finlandia e Svezia per il loro ingresso nella NATO, che comprende la legittimazione de facto e dei iure delle politiche autoritarie dell'AKP in patria e all'estero (non solo Medio Oriente, dove è in corso la mobilitazione delle milizie jihadiste in Siria, ma anche in Europa, con le estradizioni promesse dai paesi scandinavi).
Mobilitazione generale, appello alla solidarietà internazionale
Questo messaggio arriva direttamente dalla Siria del Nord-Est. Dopo che le richieste di Erdogan sono state accettate per permettere l'ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO, l'esercito turco e i loro alleati jihadisti si stanno preparando ad attaccare la rivoluzione confederale e la popolazione civile.

🗣 "A tutte le reti di rise up for rojava, a tutti gli amici della rivoluzione e a tutti i compagni e le compagne che combattono contro il fascismo. Il 7 luglio 2022, l'amministrazione autonoma ha dichiarato lo stato generale di emergenza per tutte le regioni del nord est della Siria. Nelle ultime settimane gli attacchi dello stato turco su tutti i fronti del Rojava, bombardamenti massicci sia aerei sia di artiglieria, sono intensamente aumentati. Allo stesso tempo quotidianamente militanti e civili vengono presi di mira e uccisi dai droni. Dopo l'ultimo incontro NATO a Madrid è diventato chiaro come la NATO e i suoi attori principali: USA, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia hanno dato il via libera alla Turchia per una nuova invasione del rojava- Siria del nord. Al momento la situazione sta diventando quotidianamente più critica, i mercenari turchi sono mobilizzati al confine, armi pesanti vengono portate al confine e grandi convogli militari sono stati mandati nella regione. Non possiamo dire esattamente quando ci sarà un'escalation della situazione, ma una cosa è chiara, l'escalation è imminente. Dobbiamo capire cosa significa ciò. In pochi giorni celebreremo il decimo anniversario della rivoluzione.

🚩 Dieci anni fa, il 19/07/2012, il popolo di Kobane ha preso il proprio destino in mano, liberato il proprio territorio e ha dato il via alla rivoluzione del Rojava. Da allora il popolo del Rojava, nelle più difficili condizioni e con enormi sacrifici, ha costruito la propria vita e il proprio territorio a mani nude. Questa rivoluzione ha generato una ripresa dell'internazionalismo nel 21esimo secolo e ha creato una realtà di lotta che è ispirazione per noi tutti. Tutti i successi degli ultimi dieci anni sono a rischio in questo momento. Una nuova invasione della Turchia in Rojava significherà o la fine del progetto socialista del Rojava o diventerà il motivo del collasso del fascismo turco. La regione qui cadrà in un'era buia oppure il sole della libertà splenderà alto nel cielo e brillerà di speranza nell'orizzonte verso le quattro direzioni del mondo. Per questa ragione facciamo appello a tutti perché capiscano la gravità della situazione e perché si preparino di conseguenza.

🤝 Mandate la vostra solidarietà al Rojava il 19 luglio, preparatevi per il giorno X, costruite iniziative locali di rise up for Rojava e siate voi stessi creativi. Insieme ci alziamo contro la NATO, insieme distruggeremo il fascismo turco, insieme difenderemo la rivoluzione e insieme lotteremo per il Rojava. Vi diciamo serkeftin e vi mandiamo i nostri saluti rivoluzionari e il nostro rispetto dal Rojava".
🌹 19 LUGLIO: 10 ANNI DI RIVOLUZIONE IN ROJAVA

Martedì 19 luglio dalle ore 18 Rete Jin vi aspetta ai giardini comunitari Lea Garofalo (via Montello 3) a Milano per celebrare insieme il decimo anniversario della rivoluzione in Siria del Nord e dell'Est.

Durante l'evento verrà presentato il dossier "Gli affari tra Italia e Turchia", una ricerca sui rapporti economici che intercorrono tra lo Stato Italiano e il regime di Erdogan. Presentano Rete Jin e Rojava Resiste, modera la giornalista e regista Benedetta Argentieri. Alla presentazione dello studio seguirà un dibattito volto ad approfondire collettivamente il ragionamento sulla postura italiana nei confronti del regime turco e formulare insieme proposte di azione.

Seguirà il concerto dell'artista curda Yalda Abbasi. Durante tutta la serata, verranno esposte opere donate da artist* solidali e sarà disponibile un aperitivo.

Sosteniamo l'Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell'Est.
Difendiamo la rivoluzione!
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Declaration of #YPJ and #YPG International for 19. July anniversary of the Revolution.

#10yearsRojava #Rojava

PART 1
Forwarded from Radio Onda D'Urto (radiondadurto)
19 LUGLIO 2012 – 2022: DECIMO ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE CONFEDERALE IN SIRIA DEL NORD-EST. #10yearsROJAVA

La notte del 19 luglio 2012 le Ypg (Unità di protezione del popolo) prendono il controllo delle strade d’accesso e di uscita della città di Kobane, in Siria, mentre la popolazione in armi occupa le sedi istituzionali dello Stato siriano. Una delegazione degli insorti informa i soldati di Damasco che se consegnano le armi sarà…
🇹🇷 Strage di #Zaxo, proteste in tutto l'Iraq contro l'occupazione militare turca
🛩 Due giorni fa, il 20 luglio droni turchi hanno colpito un'area di villeggiatura nella cittadina di Zaxo, nel #Kurdistan iracheno, vicino al confine con la #Turchia. Nel bombardamento, 8 turisti hanno perso la vita e 23 sono rimasti feriti. Negli ultimi 7 mesi di attentati su suolo iracheno, lo Stato turco ha ucciso 28 civili.

🗣 Non appena resa pubblica la notizia della strage, in tutto l'Iraq le persone sono scese in piazza per protestare contro il silenzio di Baghdad e Erbil (sede del Governo regionale del Kurdistan iracheno) sull'invasione de facto in corso da anni nel nord #Iraq da parte della Turchia. Le proteste non si sono limitate alla sola regione curda, ma sono esplose anche a Baghdad, dove i manifestanti hanno preso d'assalto l'ambasciata turca.

🤐 La propaganda di Stato e i media hanno ovviamente negato la responsabilità turca della strage, affermando invece che questa sarebbe colpa del #PKK e dei "terroristi curdi" - motivo per cui le truppe di Ankara si troverebbero nel nord Iraq, coinvolte in operazioni "di sicurezza nazionale".

🚩 Ricordiamo che il 20 luglio era anche il triste anniversario di un'altra strage avvenuta con la complicità dell'intelligence di Ankara: quella di #Suruc del 2015, compiuta da attentatori suicidi dell'ISIS. Persero la vita 32 militanti della Gioventù socialista turca che si trovavano nel Centro culturale Amara della cittadina sul lato turco del confine con la #Siria, in procinto di partire per supportare la ricostruzione della vicina #Kobane. La polizia turca bloccò l'arrivo delle ambulanze e anzi aggredì e arrestò i sopravvissuti e le persone scese in piazza.
Forwarded from YPJ MEDIA CENTER
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The international YPJ &YPG fighters gave a statement regarding the attacks of the Occupating Turkish state#YPJ