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Rojava Resiste<\/span><\/a><\/div>\n\n\n\n
\ud83d\udccc<\/b><\/i> Sabato 9 alle 15:00 da San Babila, a Milano, si terr\u00e0 un corteo per chiedere la liberazione di Abdullah \u00d6calan e delle e dei prigionier\u0259 politich\u0259 detenut\u0259 illegittimamente nelle carceri turche.https:\/\/fb.me\/e\/1dBvfpK5l?ti=wa<\/a>\u26d3\ufe0f<\/b><\/i> Da oltre 20 anni Abdullah \u00d6calan, leader del popolo curdo e teorico del confederalismo democratico, si trova in una condizione di detenzione e tortura nel carcere di Imrali, in Turchia. In questi due decenni diritti fondamentali come la possibilit\u00e0 di parlare con i propri avvocati, di poter effettuare chiamate e incontri gli sono stati riconosciuti solo in rarissime occasioni. Questo inoltre \u00e8 successo solo in seguito ad alcune partecipate mobilitazioni, o come dopo il grande e collettivo sciopero della fame iniziato da Layla G\u00fcven, deputata dell\u2019HDP, il Partito democratico dei popoli, nel 2018.\ud83e\udd1d<\/b><\/i> Dai pochi incontri concessi e dai testi scritti da \u00d6calan in carcere \u00e8 sempre emersa una posizione di ricerca di una soluzione di pace e democrazia non solo per la questione curda ma per tutto il Medio-Oriente. Proposte concrete per la costruzione di una societ\u00e0 democratica, ecologica e con al centro la liberazione della donna, sono state un faro per molte persone nel mondo e un\u2019 ulteriore minaccia per la dittatura turca, che perci\u00f2 continua a portare avanti la detenzione di quest\u2019uomo simbolo di un movimento, di un pensiero e di un popolo.\ud83d\udce2<\/b><\/i> La condizione di Abdullah \u00d6calan e delle e dei prigionier\u0259 politich\u0259 detenut\u0259 in Turchia non pu\u00f2 rimanere un elemento taciuto dalle potenze e dagli stati che con essa continuano ad intrattenere rapporti diplomatici ed economici.<\/div>\n\n