Rojava Resiste
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Canale di informazione sul Vicino e Medio Oriente e solidarietà con la rivoluzione confederale in Siria del Nord
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📉 Si approfondisce la crisi economica in Turchia con la svalutazione della lira turca e l'aumento dei prezzi. In questa settimana migliaia di lavoratori del pubblico impiego sono scesi in piazza a Smirne e a Diyarbakir per protestare.

📣 A Diyarbakir la protesta è avvenuta sotto l'organizzazione ombrello KESK, con la partecipazione di diverse sigle fra cui il TJA (Movimento delle Donne Curde Libere), l'HDP (Partito Democratico dei Popoli) e il KKP (Partito Comunista del Kurdistan).

⚔️ Continuano gli attacchi delle milizie turche jihadiste nelle zone occupate del Rojava. Alcuni villaggi vicino Tell Tamir sono rimasti senza elettricità a causa dei bombardamenti.

🗣 Da circa due mesi e mezzo continua a Semalka, al confine fra Rojava e Bashur, la protesta che chiede i corpi di alcuni martiri uccisi ad agosto scorso in un'imboscata del KDP. Durante queste proteste, 15 appartenenti al movimento dei giovani in Rojava sono stati feriti dal KDP, che ha attaccato con gas lacrimogeni, lanci di pietre e acqua ad alta pressione.

L'Amministrazione Autonoma di Shengal, a seguito dell'uccisione del co-presidente del Consiglio esecutivo e degli attacchi della Turchia sull'area, ha fatto appello all'ONU affinché il diritto internazionale non venga violato e ha dichiarato: "Non rinunceremo all'autonomia di Shengal. Qualsiasi sia il prezzo, continueremo a seguire i passi dei nostri martiri."
‼️ Sale a 6 il numero delle vittime dell'attacco a Kobane avvenuto la scorsa settimana, che ha colpito il movimento dei giovani. Mesûd Ibrahîm, 29 anni, è morto in ospedale in seguito alle ferite riportate. Nel frattempo continuano gli attacchi in varie parti del Rojava da parte delle milizie turco-jihadiste, così come le proteste da parte della popolazione.

⛰️L'esercito turco ha ritirato le sue truppe dal monte Munzur/Kulika e dalle restanti aree di Cilo al confine tra Bakur e Başûr a causa di numerose azioni di guerriglia. Sale quindi ad otto il conto delle aree liberate dalla guerriglia dall'inizio della controffensiva.

📣 Continuano le richieste degli avvocati di poter incontrare Ocalan a Imrali. Ora non si hanno notizie di Ocalan e degli altri prigionieri sul carcere-isola da 9 mesi: il 25 marzo scorso Ocalan aveva avuto una breve telefonata con suo fratello.

🔥 La "Children of Fire Initiative" (gruppo armato autonomo dal #PKK) ha dato fuoco a 5 luoghi di lavoro (tra fabbriche e uffici) legati all'AKP di Erdogan e ad organizzazioni fasciste anti-curde in varie parti della Turchia, rivendicando le azioni lo scorso 31 dicembre.
Rojava, Turchia, Europa: aggiornamenti
🇹🇷 Le SDF hanno pubblicato un report sulle aggressioni della Turchia e dei suoi alleati nel 2021: 89 civili uccisi e 139 feriti; 47 incursioni aree e di terra; 89 attacchi via drone; 58 villaggi e 3 città bombardate; 700 civili rapiti; 22 siti archeologici distrutti; aumento in generale degli attacchi sulle aree occupate e su quelle ancora libere del Nord-est della Siria.

Domenica 9 gennaio in tutta Europa e in Kurdistan ci sono state commemorazioni e manifestazioni per ricordare Sakine, Fidan e Leyla, le tre donne del movimento di liberazione uccise nel gennaio 2013 in Francia. Anche a Shebha, vicino Afrin, la gente è scesa in piazza, organizzata da Kongra Star: "Ogni donna curda prende forza dalla resistenza di Sakine e delle sue compagne oggi. Promettiamo di seguire i passi di Sakine, Fidan e Leyla."

🔥 La Jinên Tîrêjên Rojê Initiative (La "Children of Fire Initiative) ha dichiarato di aver colpito 7 stazioni di polizia a Yüksekova, nel distretto di Hakkari in Bakur (Kurdistan turco), per vendicare "i 6 compagni e compagne che sono caduti martiri nell'attacco compiuto dallo Stato turco a Kobane il 25 dicembre scorso".
❗️ Tensioni in Iraq tra ezidi e Baghdad, insorgenza jihadista in Siria, mobilitazioni contro gli accordi UE-Turchia in Europa
🇮🇶 La tensione tra la comunità ezida di Şengal e il governo centrale iracheno è sempre più alta. Nel secondo anniversario del martirio di Ş. Zerdeşt şengali (un comandante YBŞ assassinato dalla Turchia nel 2020) l'Amministrazione Autonoma aveva preparato una statua a lui dedicata da erigere in città, tuttavia l'esercito iracheno ha prima intercettato e sequestrato la statua, riconsegnandola alla comunità dopo accese proteste per poi rimuoverla il giorno seguente.
Dopo questi eventi un veicolo dell'esercito iracheno ha attaccato schiantandosi uno scuolabus provocando la morte di due studenti.

🏴 Cellule di ISIS hanno attaccato la clinica della Mezzaluna Rossa curda (Heyva Sor a Kurd) all'interno del campo di Al Hol, Basim Mihemed, un infermiere di 26 anni, è stato ucciso. L'Amministrazione Autonoma e le SDF svolgono continuamente operazioni di sicurezza e promuovono percorsi di rinserimento in società per i detenuti di Daesh in modo da limitare la pressione sul campo, ma le operazioni di supporto della Turchia alle cellule di ISIS rendono impossibile la stabilizzazione della situazione e permettono a Daesh di riorganizzarsi.
Secondo gli ultimi dati nel campo ci sono 57.460 persone di 54 nazionalità diverse. 15.603 di loro sono iracheni, siriani e famiglie di mercenari dell'Isis.

✌️La Lunga Marcia, che tradizionalmente si tiene ogni anno da più di 20 anni per chiedere la libertà del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, si terrà quest'anno in Francia da Sierentz a Strasburgo,: il comitato organizzatore dell'azione ha lanciato un appello a* giovani a partecipare per inviare un messaggio agli Stati europei che cooperano con lo Stato turco militarmente, politicamente ed economicamente e sostengono la Genocidio curdo, si prevede la partecipazione di centinaia di attivisti provenienti da tutta Europa.
At least 674 civilians were killed since the start of the Afrin war and 7343 abducted. There is no safety for civilians in occupied Afrin.

#TurkeyOutOfEfrîn
🏴 Daesh assalta la prigione di Ghweiran, il più grave attacco jihadista da 3 anni
❗️E' di almeno 25 morti il bilancio dell'attacco dell'Isis ancora in corso contro il carcere di Ghweiran (distretto di Hasakah), nel nordest della Siria.

Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani precisando che all'interno della prigione ci sono violenti scontri tra miliziani Isis, tra i quali tanti detenuti liberati e le forze di sicurezza curde.

🚩 I jihadisti "hanno assunto il controllo completo" e le forze di sicurezza e le unità antiterrorismo curdo-arabe stanno dando battaglia, subendo "numerose vittime" scrive l'Osservatorio. Mentre il comando delle Forze democratiche siriane riporta di scontri molto duri, ma che al momento si è bloccata la fuga massiccia di 89 miliziani jihadisti mentre gli assalti esterni continuano a essere respinti. Si tratta dell'attacco Isis più grave degli ultimi tre anni.

🇺🇳🇺🇸🇪🇺🇹🇷 I fatti di Ghweiran, non ancora conclusi, confermano quanto l'Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est denuncia da tempo: l'abbandono da parte della Comunità internazionale nella gestione delle migliaia di prigionieri jihadisti ha creato le basi per una rinascita dell'insorgenza nera, sostenuta e favorita dall'invasione turca in corso dal 2019 e dalla guerra a bassa intensità che Erdogan porta avanti contro le comunità curde sui due lati del confine turco-siriano.
🏴 Sugli attacchi di Isis in #Rojava alla prigione di Sina'a, il sostegno della #Turchia ai jihadisti e il silenzio della comunità internazionale

⚠️ Nella notte tra giovedì e venerdì è iniziato il peggior attacco realizzato dallo Stato islamico dalla fine della battaglia di Baghouz nel 2019: la prigione di Sina’a nel quartiere di #Ghiweiran ad Hasakah che ospita circa 5.000 detenuti dell'ISIS è stata attaccata con diverse autobombe che hanno permesso ai detenuti di scatenare una rivolta mentre all'esterno centinaia di membri dell'organizzazione appostati negli edifici civili bersagliavano le forze di sicurezza.

⚔️Le Forze democratiche siriane - #SDF hanno immediatamente inviato molti rinforzi per chiudere il quartiere e forze speciali per catturare i prigionieri evasi. Anche la coalizione è arrivata in città con veicoli blindati per coprire le operazione delle SDF ed elicotteri che hanno fornito in più di un'occasione supporto aereo ravvicinato contro le postazioni dell'ISIS e fuoco illuminante per agevolare le operazioni di liberazione del quartiere duarante la notte.

Per 5 giorni le SDF hanno respinto gli attacchi dei miliziani dall'esterno della prigione, contenuto le rivolte all'interno e ripulito l'area casa per casa per catturare o neutralizzare i miliziani asserragliati nelle abitazioni. La popolazione civile è stata costretta ad abbandonare il quartiere con il supporto delle HPC (Forze di autodifesa civili) per non essere utilizzati come scudi umani dai jihadisti, che nella prima fase degli scontri hanno sequestrato e ucciso diversi civili.

🔍Le SDF fanno notare che l'attacco di ISIS è stato ben organizzato e perfettamente coordinato, i miliziani hanno avuto armi, munizioni e logistica sufficiente per combattere per 5 giorni in stato di assedio, inoltre fonti delle forze di sicurezza hanno dichiarato che i combattenti erano particolarmente ben addestrati e tra quelli uccisi o catturati ci sono molti foreign fighter, alcune prove suggeriscono che molti dei miliziani e del loro equipaggiamento provenissero dalle aree occupate Turchia a nord, altri dall'Iraq in cui contemporaneamente sono avvenuti diversi attacchi contro l'esercito iracheno.

🇹🇷La Turchia ha immediatamente intensificato i propri attacchi da Nord impegnando le SDF durante tutta la durata degli attacchi dell'ISIS. Durante le prime fasi dello scontro, inoltre, la Turchia ha colpito con droni una colonna di SDF che si dirigeva dal fronte di Tel Tamer ad Heseke per fornire sostegno immediato alle forze di sicurezza per prevenire una fuga di massa.
Il bilancio provvisorio al momento è di circa 30 caduti delle forze di sicurezza ad Heseke e 17 a Deir Ezzor, 5 civili uccisi e circa 210 membri di Daesh neutralizzati.

📍Al momento il quartiere è tornato sotto il controllo delle SDF dopo 5 giorni di intensi scontri, è stata intimata la resa agli ultimi miliziani asserragliati nella prigione che hanno preso in ostaggio il personale della prigione e 700 ex bambini soldato che erano ospitati in un'ala della prigione per essere riabilitati. Alcuni gruppi si sono già arresi ed arrivano notizie di membri di ISIS giustiziati all'interno della prigione dai propri commilitoni perché proponevano di accettare la resa; le SDF hanno quindi iniziato un'operazione per mettere in salvo gli ostaggi ed eliminare i jihadisti che rifiutano la resa.

🌍Questi eventi rappresentano il fallimento della comunità internazionale. L'amministrazione da tempo mette in guardia la comunità internazionale sul pericolo crescente di ISIS generato soprattutto dal sostegno turco, inoltre sono caduti nel vuoto tutti gli appelli ai governi occidentali a istituire un tribunale internazionale per i crimini di guerra dell'ISIS e a rimpatriare i propri foreign fighters.
Forwarded from Rete Kurdistan Italia
La Turchia bombarda Shengal, Maxmour e un villaggio vicino Derik in Rojava

‼️ Ieri sera alle 10 la Turchia ha iniziato a bombardare le montagne di Shengal, il Martyr Rûstem Cûdî Refugee Camp all'interno di Maxmour e il villaggio di Teqil Beqil, vicino Derik, in Rojava.

🗣️ Al momento non si hanno stime precise dei feriti e dei danni, ma sappiamo che molte persone hanno bisogno di soccorso dall'interno del campo di Maxmour, sotto embargo e con un solo ospedale. Qui la co-presidente dell'assemblea del popolo ha riferito di sintomi di avvelenamento di alcuni feriti, per questo si sta verificando se siano state usate delle armi chimiche durante l'attacco.

✈️ Nel frattempo a Diyarbakir, Araba e Malatya (Bakur), la Turchia ha chiuso lo spazio aereo ai voli civili. Gli aerei da guerra turchi sono partiti proprio da Diyarbakir.
📌 Sabato 12/02
h 14.00 Largo Cairoli a Milano
h 14.30 piazza dell'Esquilino a Roma
🗣 Due manifestazioni per la liberazione di Abdullah #Öcalan, leader del #PKK e del movimento di liberazione curdo, per la liberazione di tutte le migliaia di prigioniere e prigionieri del movimento confederale (curdo, turco, armeno, ezida, arabo e non solo) in #Iran, #Iraq, #Siria e #Turchia.

🏴🇹🇷 Contro il regime di #Erdogan e il sostegno turco a #Daesh e alla galassia jihadista. I bombardamenti turchi delle scorse settimane contro il #Rojava e sui campi dell'autogoverno curdo in Iraq hanno come obiettivo stroncare la rivoluzione e gli sforzi di fronteggiare l'embargo e la pandemia delle Amministrazioni autonome.

✌️Scendere in piazza sabato per farla finita con gli accordi UE-Ankara e sostenere le esperienze rivoluzionarie che si stanno realizzando al prezzo di 40 anni di resistenza in Turchia e Iraq, 11 di guerra civile in Siria, oltre 10mila caduti nella guerra di liberazione contro ISIS.
📢 **CONFERENZA DEL MOVIMENTO DELLE DONNE QUESTO WEEKEND A MILANO**

📅 Sabato 12 e domenica 13 si terrà a RiMake una conferenza organizzata da Rete Jin, collettivo politico del movimento curdo.

🌸 La conferenza, intitolata "La rivoluzione delle donne. Dai nostri quartieri all'internazionalismo" è aperta a donne e identità di genere non egemoniche. Ci saranno ospiti internazionali, seminari e assemblee.

📣 Le partecipanti si uniranno anche alla manifestazione di sabato pomeriggio per la liberazione di Abdullah Öcalan.

Chiunque volesse partecipare può prenotare scrivendo a jinretemi@gmail.com (i posti sono limitati causa covid).
🌹 18 marzo: 3 anni fa cadeva il compagno Lorenzo "Orso" Orsetti
Era l'ultima battaglia della guerra di Liberazione contro Daesh, dopo ne sarebbero venute altre. Ti ricordiamo come avresti voluto: non unico, ma parte dellə 11 mila martiri cadutə nelle milizie guerrigliere e nelle strutture civili della rivoluzione sociale per il confederalismo democratico in Siria del Nord-Est, goccia di quel movimento di uomini e donne che prosegue la resistenza contro lo Stato turco oppressore in Siria, così come nel Kurdistan turco e in Iraq. Per difendere e consegnare una società di libere ed eguali, che nonostante l'assedio esterno e la minaccia rappresentata dalle cellule jihadiste all'interno, nell'isolamento di una comunità internazionale dalla memoria troppo corta, non rinuncia al processo rivoluzionario iniziato ormai quasi 10 anni fa.
Sehid namrin. I martiri non muoiono mai.

Io vado, madre
Se non torno
Sarò fiore di questa montagna
Frammento di terra per un mondo
Più grande di questo
(Poesia curda della resistenza)
#Turchia e #KRG attaccano #Rojava e zone autonome nel Nord #Iraq
Lo scorso15 aprile, #Erdogan e #Barzani (capo di Stato autoritario e conservatore del KRG- Governo regionale del Kurdistan iracheno) hanno riaffermato la cooperazione bilaterale «per promuovere stabilità e sicurezza»: il che si è tradotto in una nuova operazione militare contro il #Pkk e le esperienze di autonomia e confederalismo democratico nel nord-Iraq e in Rojava.

L’ultima volta appena due mesi e mezzo fa: i primi di febbraio (a pochi giorni dalla fine del tentato assalto di #Daesh/ISIS alla prigione di Hasakah, nella Siria del nord-est), con l'operazione «Aquila d’inverno» la Turchia aveva colpito in contemporanea #Makhmour (cuore, con la montagna di #Qandil, del confederalismo democratico nel nord Iraq), Rojava e la zona autonoma yezida di #Shengal: ore di bombambardamenti su villaggi e un campo profughi e quasi 30 morti tra forze di autodifesa e civili.

Ieri l'esercito iracheno ha attaccato diversi villaggi nel distretto di Shengal amministrato dall'autogoverno yezida (dopo il genocidio commesso da Daesh e permesso dai peshmerga del clan Barzani nell'agosto 2014 e la liberazione a opera del Pkk e delle milizie yezide YBS formatesi nella guerra rivoluzionaria in Rojava), nel tentativo fallito di assumerne il controllo. Nel mentre l’esercito turco ha colpito cinque villaggi del distretto di Zarghan, mentre i combattenti delle Hpg (le Forze di difesa del Popolo, braccio armato del movimento curdo) hanno ucciso 32 soldati turchi e danneggiato diversi velivoli militari.

Una nuova offensiva militare parallela in Iraq e Siria da parte di Erdogan, che sta approfittando dell’immagine di mediatore nella crisi ucraina e che ha potuto agire anche grazie al via libera concesso stavolta da #Putin. Nelle ultime settimane infatti la Russia ha annunciato una operazione congiunta con l'esercito di #Assad e Ankara nelle zone di #Derbesiye #Amude e #Qamishlo qualora le Forze democratiche siriane del Rojava non lasceranno il controllo militare delle zone alle truppe di Damasco.
📣 L'appello del Consiglio esecutivo del Congresso nazionale del Kurdistan per fermare la nuova aggressione armata della Turchia in Siria del Nord-Est e Iraq del Nord 👉 http://uikionlus.org/rompiamo-il-silenzio-sullinvasione-turca-del-kurdistan-meridionale/

Mentre il presidente turco Recep Tayyip #Erdogan sta cercando di svolgere il ruolo di mediatore nella guerra in Ucraina e di presentarsi come un pacificatore, ha lanciato una rinnovata offensiva militare su larga scala contro il Kurdistan meridionale (Iraq settentrionale), un’altra campagna non provocata dalle forze armate turche per invadere, spopolare e occupare più aree.
[...]
Dobbiamo rompere il silenzio sull’invasione turca del Kurdistan meridionale (nord Iraq) e agire!

• Chiediamo a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, la NATO, l’UE, il Consiglio d’Europa e la Lega araba, di intraprendere un’azione urgente contro questa violazione del diritto internazionale, di condannare inequivocabilmente questo crimine di aggressione e di chiedere che la Turchia ritiri le sue truppe dal Kurdistan meridionale

• Chiediamo ai partiti politici, alle organizzazioni per i diritti umani, alle organizzazioni per la pace, ai sindacalisti e agli attivisti di opporsi a questa aggressione e occupazione turche

Consiglio esecutivo del Congresso nazionale del Kurdistan
🇮🇶 #Iraq: nuovo attacco agli #ezidi di #Şengal
❗️Dopo gli attacchi armati della scorsa settimana, i militari iracheni stanno circondando le postazioni delle forze di autodifesa ezide in diversi villaggi del distretto e ha chiuso tutte le vie di comunicazione. Inoltre si sono verificate esplosioni nella città di Şengal, riportano diverse fonti.

🇹🇷 L'iniziativa militare irachena sta avvenendo parallelamente all'attacco turco alle aree controllate dal #PKK nel #Kurdistan meridionale (nord Iraq) e agli attacchi permanenti al #Rojava (la scorsa settimana l'attacco di un drone turco a #Kobane ha causato la morte di 3 combattenti #YPJ, mentre un successivo bombardamento diversi feriti civili e danneggiamenti). L'obiettivo - condiviso tra Turchia, Iraq e Regione autonoma curda controllata dal clan Barzani - sembra essere interrompere il collegamento tra le zone di difesa di Şengal, Rojava e Medya.

🚨Lo scorso 20 aprile la giornalista tedesca Marlene Förster e il collega sloveno Matej Kavčič sono stati arrestati con l'accusa di "sostegno al terrorismo" dalle autorità di Baghdad mentre stavano indagando sulla situazione nella regione ezida e sono attualmente detenuti dai servizi segreti iracheni.

#HandsoffShengal
#Breaking: l'esercito iracheno ha iniziato un attacco su larga scala per invadere la regione autonoma ezida di #Şengal.
Nella zona sono in corso pesanti combattimenti, nei villaggi e nelle basi sul monte Sinjar. Le forze armate di Baghdad stanno attaccando con carri armati, artiglieria e armi pesanti. I co-presidenti del Partito per la libertà e la democrazia Yezidi (PAD, formazione sorella del PYD curdo-siriano) ha dichiarato resistenza a oltranza e invitato le forze rivoluzionarie a difendere l'Amministrazione autonoma ezida.
Turchia, Iraq, NATO e Siria: la guerra sporca di Erdogan
🇹🇷 Proseguono le aggressioni militari turche sul #Rojava e sulle montagne del #Bashur (#Kurdistan iracheno) contro il #PKK, parallelamente alla nuova offensiva diplomatica in campo #NATO dove #Erdogan cerca di sfruttare la richiesta di Svezia e Finlandia di ingresso nell'Alleanza Atlantica per ottenere l'inserimento del Partito dei lavoratori del Kurdistan nella lista delle organizzazioni terroristiche da parte dei due Paesi scandinavi (che ospitano un alto numero di rifugiati curdi), in cambio del ritiro del veto.

🌹 La politica e attivista curda Aysel Dogan è deceduta in esilio in Germania. Il funerale avrebbe dovuto svolgersi sabato a Dersim, in Bakur, ma la polizia turca ha attaccato la folla che accompagnava il corteo funebre per Aysel con lacrimogeni ed idranti, sequestrando in seguito la bara e la salma.

🇺🇸 Il Dipartimento del Tesoro USA ha annunciato il ritiro delle sanzioni per le aree del Nord-Est della #Siria liberate da #ISIS e non sotto controllo di #Damasco: la decisione apre alla possibilità per l'Amministrazione autonoma rivoluzionaria di ricevere sostegno economico dall'estero per l'implementazione di servizi essenziali e di acquistare beni e materiali fuori dal paese, esclusa l'area di Shehba popolata da rifugiati interni fuggiti da #Afrin, che rimane sotto blocco economico. Le sanzioni sono state tolte anche alle aree occupate dalla Turchia di Serekanîyê e Gire Spî, mentre restano sotto embargo l'enclave anti-Assad di Idlib e la città occupata di Afrin.

🔄 Erdogan ha annunciato l'inizio delle deportazioni per i rifugiati siriani, i primi gruppi sono stati già inviati nelle aree del Rojava di Serekanîyê, Gire Spî ed Afrin, tutte occupate dall'esercito Turco in collaborazione con milizie jihadiste locali. Il piano, preannunciato già nel 2019 in sede ONU, risponde alle richieste della parte più xenofoba e nazionalista dell'opinione pubblica turca e mira a separare demograficamente i curdi del Bakur da quelli siriani. Per questi ultimi, si tratta della continuazione di una antica storia iniziata sotto il regime arabista degli #Assad che tra il 1965 e '75 deportarono oltre 30mila abitanti curdi per sostituirli con popolazioni arabofone.
🌺Sabato 28 maggio a Piano Terra (Via Confalonieri 3, Milano) vi invitiamo alla presentazione di "JIN JIYAN AZADI - La rivoluzione delle donne in Kurdistan".
🌹Interverrà la compagna Delal del comitato spagnolo di Jineoloji, ossia la struttura che si è occupata della ricerca e della stesura di questo testo.
🔥A seguire aperitivo di autofinanziamento

🌺Domenica 29 alle 21 invece vi attendiamo sempre a Piano Terra per la visione di "Bakur", documentario di Çayan Demirel ed Ertuğrul Mavioğlu.

🌹🔥Vi aspettiamo numerose*!
🗣 Oggi a Roma h16 Piazza della Repubblica: manifestazione nazionale ROMPIAMO IL SILENZIO - FERMIAMO LA GUERRA!

⚔️Il 17 aprile lo Stato turco ha lanciato una nuova campagna militare volta ad occupare nuove aree del Kurdistan meridionale, mentre prosegue i suoi attacchi in Rojava e a Sengal.

🔍Il presidente fascista turco Erdogan ha dato l’ordine per questo attacco poiché presume che l'attenzione della comunità internazionale sia completamente concentrata sulla guerra in Ucraina. Vuole quindi trarre vantaggio dalla situazione attuale e portare a termine l'ennesimo attacco contro il popolo curdo. Questa guerra di occupazione
mostra ancora una volta che Erdogan sta cercando di manipolare la comunità internazionale affermando che sta lavorando per raggiungere la pace e la stabilità in Ucraina.

⛰️Parallelamente all'invasione turca l'esercito iracheno sta attaccando gli ezidi sopravvissuti nel 2014 al genocidio dello Stato Islamico per smantellare la loro amministrazione autonoma, un sistema organizzativo sviluppato per dare alla gente la possibilità di non dover lasciare la propria patria e di essere in grado di difendersi, Tutto ciò avviene con la complicità del partito di Barzani il KDP
ed il governo centrale iracheno di Mustafa al-Kadhimi.

Inoltre, Erdogan ha appena annunciato l'inizio di una nuova invasione in Rojava volta ad occupare 30km lungo tutto il confine, per completare finalmente il progetto della "cintura araba" e massacrare e scacciare i curdi da tutte le città sul confine come Qamislo, Derik, Amuda e Kobane.

🇹🇷Attraverso la guerra la Turchia sta cercando di imporre il suo predominio politico e militare fino a Mosul e Kirkuk, e punta a raggiungere i confini del Patto Nazionale ("Misak-ı Milli" ratificato nell'ultimo parlamento ottomano), il sogno di un secolo.
Dobbiamo rompere il silenzio sull’invasione turca del Kurdistan meridionale e agire!

• Chiediamo a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, la NATO, l’UE, il Consiglio d’Europa e la Lega araba, di intraprendere un’azione urgente contro questa violazione del diritto internazionale, di condannare inequivocabilmente questo crimine di aggressione e di chiedere che la Turchia ritiri le sue truppe dal Kurdistan meridionale

• Chiediamo ai partiti politici, alle organizzazioni per i diritti umani, alle organizzazioni per la pace, ai sindacalisti
e agli attivisti di opporsi a questa aggressione della Turchia.
Crisi turca, tra nuove operazioni di guerra in Siria e il ricatto scandinavo.
Il governo dell'#AKP in #Turchia è ai minimi storici di consenso, davanti una crisi economica e politica che non si vedeva da 21 anni a questa parte (proprio quando finì il kemalismo e iniziò l'era di #Erdogan). Il presidente-sultano ha annunciato lo scorso 1 giugno una nuova operazione militare in Siria, che andrà a colpire Tel Rifaat e Manbij per "ripulirle dai terroristi". Due snodi essenziali che, se dovessero cadere, spezzerebbero di fatto l'unità territoriale del #Rojava e isolerebbero #Kobane. Le Forze democratiche siriane e le milizie popolari sono in allerta generale.

🇮🇶 Nel mentre prosegue l'occupazione militare de facto del nord Iraq da parte di #Ankara (permessa dal Governo regionale del #Kurdistan iracheno), sulle cui operazioni la Commissione Difesa e Sicurezza del Parlamento iracheno ha (finalmente) aperto un'indagine.

🇹🇷 Nell'ultima settimana in tutta Europa si sono svolte manifestazioni a sostegno della resistenza curda e del Rojava. A Roma al corteo è stato impedito a lungo di partire da parte della questura per la "presenza di bandiere del #PKK". Molti ambasciatori, in ultimo anche quello italiano, sono stati convocati dal ministro degli Esteri turco per protesta formale per non aver impedito e sciolto "iniziative pubbliche a favore di organizzazioni terroristiche".

🇸🇪 Nel frattempo il balletto attorno alla richiesta di ammissione di #Svezia e #Finlandia alla #NATO prosegue: l'ambasciatore turco in Svezia ha chiesto l'estradizione di Amineh #Kakabaveh, deputata svedese di origine curda e in passato militante del gruppo marxista-leninista Komala nel #Rojhilat (Kurdistan iraniano). Nonostante abbia poi ritrattato la sua richiesta, il caso ha creato scalpore: Amineh è curda-iraniana e non ha mai fatto parte del PKK.

🗣 Attorno al ricatto in cui si sono infilati da soli i governi di Stoccolma e Helskinki ruotano i destini di migliaia di persone - che ora temono persino di scendere in piazza a manifestare. Lo ha detto bene proprio Kakabaveh, il cui voto in parlamento è vitale per la sopravvivenza dell'esecutivo svedese. La sua scelta dipenderà dalla posizione che la premier deciderà di assumere nei confronti delle richieste avanzate dalla Turchia contro la comunità curda presente nel paese.
🇸🇪 Il tradimento della Svezia e il fallimento dell'Occidente
🏴 Triste il giorno in cui un Paese rinuncia alla propria dignità, cedendo all'isteria, e alla sovranità, lasciando che il segretario di una alleanza militare complice di colpi di Stato e strategie terroriste (l'Italia ne dovrebbe sapere qualcosa: vi ricordate piazza Fontana?) parli al posto del capo di governo.

🗣 "Al summit di Madrid ci sarà una sessione speciale sul terrorismo. La Svezia ha intrapreso misure pratiche per rispondere alle legittime preoccupazioni della Turchia, compresa una nuova legislazione sul terrorismo, nuove indagini di polizia sul PKK e sta considerando le richieste di estradizione presentate da Ankara. Ora stiamo lavorando ad un accordo tripartito tra Svezia, Finlandia e Turchia sui temi della sicurezza, del terrorismo e dell'export delle armi". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa con la premier svedese Magdalena Andersson.

Sono quasi 85mila i curdi presenti in Svezia (16mila nella vicina Finlandia), molti dei quali rischiano ora l'estradizione: il che significa, nel migliore dei casi, la galera a vita a regime carcerario duro. Nel peggiore torture e assassinio politico. Tanto per capirci: è come se negli anni '70 i paesi europei avessero estradato i profughi cileni, argentini e delle dittature latinoamericane, consegnandoli ai campi di concentramento e ai plotoni d'esecuzione.

Non solo: l'accordo con Erdogan, il principale alleato dello Stato Islamico e dell'insorgenza jihadista, prelude a un possibile via libera a una nuova invasione militare della Siria del Nordest e al beneplacito sulla occupazione de facto del Nord Iraq. Mentre i diritti dei migranti tenuti nei lager finanziati con fondi UE sono sistematicamente violati e le libertà civili annegano nella repressione di un regime in crisi di consensi e terrorizzato dal rischio di una rivolta popolare.

📣 Non accettiamo che la guerra in Ucraina venga usata per coprire altre nefandezze e ingiustizie:
* protestiamo sotto le rappresentanze diplomatiche svedesi e finlandesi
* assediamo le sedi diplomatiche turche e di chi fa affari con la Turchia di Erdogan
* pretendiamo che l'Italia tolga il PKK dalla lista delle organizzazioni terroristiche e conceda asilo politico a tutti i curdi e turchi perseguitati da Erdogan
* togliamo la Turchia, la Libia e l'Egitto dalla lista dei "paesi terzi sicuri"